Cluster G — Adempimenti, documenti, sanzioni e casi pratici
Cos'è la cartella sanitaria e di rischio?
È il documento personale che raccoglie la storia sanitaria del lavoratore in relazione ai rischi della sua mansione: gli esiti delle visite, gli esami eseguiti, i giudizi di idoneità e i dati sull'esposizione. La istituisce, aggiorna e custodisce il medico competente, come prevede l'art. 25.
Può essere tenuta su carta o in formato elettronico, con le garanzie di riservatezza richieste dall'art. 53 sulle modalità di conservazione. Il punto delicato è proprio la privacy: la cartella contiene dati sanitari, cioè dati “particolari” ai sensi del GDPR, e il datore di lavoro non può leggerne il contenuto clinico. Riceve solo il giudizio di idoneità, non la diagnosi.
Sulla conservazione, la regola generale parla di almeno dieci anni, ma per certe esposizioni — cancerogeni, amianto — i termini si allungano molto, fino a decenni dalla cessazione del rapporto, vista la latenza delle patologie. Quando il lavoratore cambia azienda, ha diritto a una copia della cartella, che potrà consegnare al nuovo medico competente perché ne tenga conto ed eviti di ripetere esami.
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