Cluster F — Rischi, protocolli e categorie
La sorveglianza per il lavoro notturno come funziona?
Il lavoro notturno ha una sua disciplina sanitaria specifica, che si intreccia con quella generale della sorveglianza sanitaria. La fonte principale è il D.Lgs. 66/2003, che impone un controllo dello stato di salute a chi lavora di notte.
Prima serve capire chi è, in concreto, il lavoratore notturno: in linea di massima chi svolge almeno tre ore del proprio orario nel periodo notturno, in via non occasionale, oppure chi lavora di notte per un numero minimo di giornate l'anno secondo i criteri di legge e contratto. Chi rientra in questa definizione ha diritto — e insieme l'obbligo — di essere sottoposto a visita prima dell'adibizione al turno notturno e poi con controlli periodici, di norma ogni due anni.
Un aspetto tutelante: se dagli accertamenti emergono condizioni di salute incompatibili con il lavoro notturno, il lavoratore ha diritto a essere trasferito al lavoro diurno, quando esiste una posizione disponibile. Il medico competente valuta anche il maggiore affaticamento e gli effetti sul ritmo sonno-veglia, che il protocollo deve tenere in conto.
Vedi anche
Domande correlate
I contenuti di questa pagina hanno finalità informativa e non sostituiscono una consulenza medica o legale personalizzata.