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Cluster AFondamenti e definizioni

Chi paga la sorveglianza sanitaria, il lavoratore o l'azienda?

Paga il datore di lavoro. Sempre. Lo dice senza margini l'art. 41, comma 4: le visite mediche sono “a cura e spese del datore di lavoro” e comprendono gli esami clinici, biologici e le indagini diagnostiche mirati al rischio.

Questo vuol dire che il lavoratore non deve tirare fuori un euro né per la visita né per l'audiometria, la spirometria o le analisi previste dal protocollo sanitario. E c'è di più, dopo il D.L. 159/2025: il tempo delle visite rientra nell'orario di lavoro ed è quindi retribuito. Fa eccezione solo la visita preassuntiva, che per definizione precede l'instaurarsi del rapporto.

Nella pratica capita che vengano chiesti al candidato certificati o esami “per comodità” prima dell'assunzione: attenzione, perché se quegli accertamenti rientrano nella sorveglianza vera e propria l'onere resta dell'azienda. Un caso a parte sono gli occhiali per il videoterminale: se il medico li prescrive come dispositivo correttivo legato all'uso del VDT, il costo della parte “da lavoro” è a carico del datore.

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