Cluster E — Idoneità, giudizi e ricorsi
Come attua il datore un'idoneità con limitazioni?
Riorganizzando concretamente il lavoro per rispettare i limiti indicati. Ricevuto un giudizio di idoneità con limitazioni, il datore deve adeguare la mansione: escludere le attività vietate (ad esempio niente sollevamento oltre un certo peso, niente lavoro in quota, niente esposizione a un dato agente), ridistribuire i compiti o modificare la postazione. Non può limitarsi a "prendere atto" del giudizio: deve tradurlo in misure operative effettive (art. 18). Se le limitazioni non sono gestibili all'interno della mansione attuale, può rendersi necessaria l'assegnazione a compiti diversi compatibili, secondo la logica dell'art. 42. In ogni caso, il lavoratore non deve svolgere le attività escluse, e il datore risponde se, ignorando le limitazioni, gli fa fare ciò che il medico aveva vietato. L'attuazione delle limitazioni è quindi un impegno organizzativo concreto, non una formalità.
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