Cluster E — Idoneità, giudizi e ricorsi
Quanto tempo ha il datore per ricollocare un lavoratore inidoneo?
La legge non fissa un termine "a giorni", ma l'obbligo di repêchage (art. 42) va assolto in tempi ragionevoli e con diligenza. In pratica, ricevuto il giudizio di inidoneità, il datore deve attivarsi per verificare l'esistenza di mansioni compatibili e, se ce ne sono, procedere alla ricollocazione senza indugi ingiustificati. Il tempo necessario dipende dalla dimensione dell'azienda e dalla complessità della ricerca. Nel frattempo, poiché il lavoratore non può essere adibito alla mansione per cui è inidoneo, la gestione dell'interim (sospensione, assegnazione temporanea, trattamento economico) va condotta con attenzione, tenendo conto delle tutele applicabili e dell'eventuale ricorso pendente. Trattandosi di una fase delicata sul piano giuslavoristico, è opportuno il supporto di un consulente del lavoro o di un legale, perché errori procedurali possono rendere illegittimo un eventuale licenziamento.
Vedi anche
Domande correlate
- Cos'è il repêchage in caso di inidoneità?
- Il datore deve cercare una mansione alternativa per l'inidoneo?
- L'inidoneità sopravvenuta è causa di licenziamento oggettivo?
- Cos'è il giudizio di idoneità alla mansione specifica?
- Quali sono i possibili esiti della visita medica?
- Cosa significa "idoneo alla mansione"?
I contenuti di questa pagina hanno finalità informativa e non sostituiscono una consulenza medica o legale personalizzata.